Polonia, perché è ottimista?

by Fondazione IT-PL

Sesto Paese della Comunità Europea per estensione territoriale, localizzato strategicamente, popolazione giovane e istruita, politica fiscale rigorosa ma favorevole per l’economia, la Polonia sembra poter dare il buon esempio ad un Europa sempre più affaticata in tempi di crisi.
Una collezione di primati in campo economico e sociale ha fatto sì che questo Paese divenisse primo beneficiario dei fondi comunitari per una cifra che ammonta a circa 80 miliardi di euro per il periodo 2007-2013.
Un Paese in forte crescita economica, l’unico in Europa che nel funestato 2009 non ha segnato recessione bensì una crescita del PIL pari all’1,7% con un’impennata nel successivo 2010 del 3,9% e del 4,3% nell’appena concluso 2011.
Altro primato polacco è la capacità di attrarre investitori stranieri: pressione fiscale modesta, investimenti pubblici, buon uso dei fondi comunitari, costi del lavoro contenuti, manodopera preparata, presenza di microindustria specializzata, sono solo alcuni dei motivi che rendono la Polonia un Paese appettibile e competitivo.
Oltretutto non si investe per la manodopera a buon prezzo (tra le più care dell’Est Europa) ma per la resa degli investimenti e l’alta produttività.
Molto importante su questo frangente è la buona scolarizzazione dei polacchi, il sistema scolastico infatti è in linea con i Paesi europei più virtuosi, cioè quelli che adottano controlli sull’operato degli istituti. L’età dell’obbligo allo studio è di 18 anni (come in DE, BE, IT, HU, PT, NL), la performance degli studenti contribuisce alla valutazione dei singoli istituti, i docenti hanno un alto grado di specializzazione e insegnano solo ciò che è nel loro campo di competenza.
Quasi il 40% della popolazione sotto i 29 anni possiede un titolo di studio di terzo livello. Anche se gli investimenti pubblici nel campo della ricerca non sono elevati, si evince però che esistono risorse umane per condurre ricerche e ottenere risultati (anche qui, come in Italia, esiste il fenomeno dei “cervelli in fuga”).
L’industria dei beni durevoli è ancora il campo di maggiore produttività della Polonia, in particolare il settore cantieristico navale e automobilistico, tuttavia il terziario si sta guadagnando sempre più punti percentuali nella costituzione del PIL del Paese; un ruolo molto importate è ricoperto dal settore delle telecomunicazioni e dello sviluppo software.
L’UE chiude il IV trimestre 2011 con il PIL in calo ma con una lieve crescita degli ordinativi per l’industria nel mese di Dicembre, 1,3% in più rispetto al mese precedente; la Polonia conclude l’anno con una crescita considerevole, un aumento pari al 5,5% degli ordinativi dell’industria rispetto a Dicembre 2010 ma soprattutto con direttive comunitarie e statali mirate a mantenere la crescita e a migliorare le infrastrutture.

Fonti: Dati Eurostat - Euro area and EU27 GDP down by 0.3% - Industrial new orders up by 1.9% in euro area - Key Data on Education in Europe – 2009 edition
Info generali Wikipedia – Economy of Poland